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Concorsi dell’istituto alberghiero di Maruggio: Michelangelo De Padova (3^C) ha vinto la sezione “La scuola che vorresti”, mentre Germana Marsella (3^A) si è classificata al terzo posto nella sezione “Il gusto della vita”

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Nel pomeriggio del 16 novembre scorso si è tenuta presso la sede di Maruggio dell’I.P.S.S.E.O.A “Mediterraneo” la cerimonia di premiazione della seconda edizione dei concorsi “La scuola che vorresti” e “Il gusto della vita”, organizzati nell’ambito delle attività di orientamento.

Numerosa la presenza di alunni, famiglie e docenti dei cinque istituti secondari di primo grado che hanno partecipato ai concorsi riservati agli alunni che frequentano le classi terze, invitati a cimentarsi sia con la scrittura creativa, producendo un testo in prosa o in poesia che raccontasse la loro idea di scuola per la sezione “La scuola che vorresti”, sia con la realizzazione di un video o dando sfogo alla manualità creativa nella preparazione di un piatto o di un dolce per la sezione “Il gusto della vita”.

A tutti i partecipanti è stato rilasciato un attestato di partecipazione, ma il momento più emozionante della cerimonia è stato quello della premiazione dei vincitori delle due sezioni del concorso. All’alunno Michelangelo De Padova, classe 3C del nostro istituto, è andato il primo premio nella sezione di scrittura creativa per un bellissimo componimento poetico sulla sua idea di scuola, letto interamente dalla giuria.

Nella sezione “Il gusto della vita” la nostra alunna Germana Marsella, classe 3A, si è aggiudicata il terzo posto proponendo un primo piatto con prodotti tipici locali: farfalle rigate con rucola selvatica, alici croccanti e caciocavallo pugliese.

Tutti i vincitori sono stati premiati con una confezione di prodotti tipici offerti dall’azienda agricola Olivaro di Maruggio ed insigniti del tipico cappello da chef simbolo dell’istituto. Alle rispettive docenti Lucia My e Alessandra Urbano è stato offerto un “pumo” realizzato nel laboratorio di ceramica della stessa scuola.

La piacevole serata si è conclusa intorno ai tavoli imbanditi di un ricco buffet realizzato dagli allevi della scuola insieme ai loro docenti.

Ecco il creativo testo, ideato in forma rap, di Michelangelo De Padova vincitore della sezione “La scuola che vorrei”, intitolato Il rap della scuola

Se la cultura è cibo per il cervello

l'ambiente scuola dovrebbe essere veramente bello!

La scuola che vorrei,

al mio piatto preferito la paragonerei.

Gli ingredienti sono vari ma tutti assai particolari.

Tanto per iniziare, la mia scuola ideale,

in un grande spazio verde si dovrebbe trovare.

La natura porta buon umore soprattutto quando si trascorrono sei ore.

Per questo è importante che sia un luogo accogliente e stimolante, 

ma ciò che è fondamentale, secondo me, è motivare. Sì, è questa la parola chiave.

E perché non farlo in allegria, utilizzando la fantasia?

Le lettere, i numeri, l'arte o la poesia possono diventare la più bella cosa che ci sia.

E poi, i professori ci dovrebbero ascoltare, perché ognuno di noi è particolare.

Lo si legge dai nostri sguardi, vogliamo raggiungere importanti traguardi.

Tirate fuori le nostre passioni e diventeremo dei grandi campioni.

Forse c’è chi è più lento, ma scusate se ognuno ha bisogno del suo tempo.

Qui se non tieni il passo cadi giù nel fosso, tutto questo scoraggia e ti areni in una spiaggia.

Questo è sbagliato! Meglio invogliare che abbandonare.

E come fare?

Bisognerebbe allentare un po’ la presa, altrimenti l'atmosfera è sempre tesa.

Non è uno scherzo stare sei ore seduti e seguire tutte le lezioni senza muoversi parlare e magari scherzare, annullando le proprie emozioni.

Sarebbe bello farci una grande risata e rallegrare la nostra testa bacata.

Ma tutto ciò è proibito, vieni sgridato anche se alzi solo un dito.

Sì, lo so, voi avete ragione, ma così sembra più una prigione.

Dovremmo essere felici di andare a scuola con entusiasmo di condividere tempo

 e impegno con il professore e il compagno, senza l'imbarazzo delle nostre debolezze,

che non fa altro che aumentare le nostre incertezze.

Perché nessuno vuole essere emarginato ma, al contrario, apprezzato e aiutato.

E poi mi domando, perché tanto selezionare? Perché il migliore è sempre da premiare?

Questo me lo chiedo dalla scuola elementare.

Premiate l'impegno anche a chi ha meno ingegno.

A tutti dovrebbe essere concesso lo sbaglio, perché anche questo va messo nel bagaglio.

Siamo tutti in partenza, ciò che fa la differenza non è il perdente o il vincente,

ma, come ha stimolato la propria mente.

C'è chi lo fa con la musica, chi con i numeri, chi con le lettere, chi con l'arte ma, lasciatecelo fare!

Scusate! …ma dello studio a casa ne vogliamo parlare?

Direi di sì, anche questo punto bisogna affrontare.

Sarebbe bello se non ci fosse niente da studiare ma immagino che questo non si possa fare, e allora, qualcosa di meno impegnativo sarebbe bene assegnare,

perché tante altre attività noi vorremmo fare.

Allora rendiamo questo studio appetitoso piuttosto che faticoso!

Prendiamo un bel piatto di portata e prepariamo una bella insalata,

facciamola ricca e colorata perché da tutti deve essere mangiata!

Michelangelo De Padova

 

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